Andavo a scuola nel Terzo Reich
Ricordi di scrittori tedeschi
a cura di Marcel Reich-Ranicki

La vita quotidiana nel Terzo Reich. «Chi si sarebbe mai richiamato al fantasma astratto di una opposizione, se non gli scrittori?». Sulla loro personale esperienza scolastica nella Germania nazista, scrivono:
Hans Bender, Heinrich Böll,
Joachim Fest, Franz Fühmann,
Günter Gaus, Martin Gregor-Dellin,
Ludwig Harig, Georg Hensel,
Ernst Jandl, Walter Jens,
Barbara König, Horst Krüger,
Günter Kunert, Siegfried Lenz,
Marcel Reich-Ranicki, Peter Rühmkorf,
Wolfdietrich Schnurre, Carola Stern,
Peter Wapnewski, Dieter Wellershoff.


Pag. 296 - Euro 18,00
(ISBN 978-88-7018-684-0)

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Tucidide - Platone
Natura e limiti della democrazia

«Noi facciamo uso di una costituzione senza emulare le leggi dei vicini, essendo noi stessi piuttosto di esempio agli altri che imitandoli. Ed è chiamata, quanto al nome, democrazia per non essere retta per il bisogno di pochi, ma dei più».
Tucidide

«Qualcuno la chiama democrazia, ma qualcun altro in un altro modo secondo come gli piaccia, ma si tratta in verità di un’aristocrazia che gode del consenso dei più. Infatti, noi abbiamo sempre i re, questi, però, mentre una volta lo erano per stirpe, ora invece sono eletti».
Platone


Pag. 72 - Euro 12,00
(ISBN 978-88-7018-680-2)

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Ebrei della Mitteleuropa
Identità ebraica e identità nazionali
a cura di Guido Massino e Giulio Schiavoni

Prendendo le mosse dalla reazione agli ideali settecenteschi dell’Illuminismo ebraico e al suo richiamo ad assimilarsi alla cultura tedesca, l’idea di nazione ebraica viene colta in questo volume nella sua genesi (nei saggi dedicati a Leon Pinsker, Moritz Lazarus e Theodor Herzl) e poi approfondita attraverso luoghi e figure-chiave di un affascinante dibattito: da Karl Kraus lettore di Heine a Paul Celan e alla sua patria ‘transnazionale’ nella poesia e nella lingua; dalla Praga di Kafka e di Max Brod, una ‘soglia’ fatta più per unire che per dividere le nazioni, alla Galizia di Joseph Roth e Israel Joshua Singer, sospesa fra la seduzione dell’Occidente e la nostalgia dell’infanzia, oppure alla Bucovina di Rose Ausländer, microcosmo straordinario della letteratura ebraica in lingua tedesca riscoperto recentemente. Concorrono a vivacizzare il mosaico di suggestioni e tematiche la rilettura di una figura inquietante e controversa come Jacob Frank e la ricostruzione di un’emblematica vicenda storica come l’affaire Dreyfus.
Proprio dal vortice di un processo di profonde trasformazioni e di secolarizzazione emerge così un’ininterrotta ricerca delle radici ebraiche, e al tempo stesso si disegnano, in modo altrettanto risoluto, alcuni nodi cruciali che hanno accompagnato storicamente l’ebraismo mitteleuropeo: la tensione cosmopolitica e universalistica; il sogno di una patria territoriale e contemporaneamente il suo rifiuto in nome di una Sion messianica, fuori dal tempo e dallo spazio; la difesa dell’identità ebraica e la consapevolezza, disincantata o ironica, che identità e nazione sono concetti astratti che si sostanziano soltanto nel momento in cui vengono messi in discussione, nell’incontro con la storia, con ciò che è ‘altro’ e apparentemente ‘straniero’.


Pag. 208 - Euro 20,00
(ISBN 978-88-7018-690-1)

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Andrea Spreafico
L’onestà dei forti
La potenza nella filosofia di Nietzsche

Queste pagine trattano della potenza nell’opera di Friedrich Nietzsche, intendendola come tema analizzato all’interno del pensiero del filosofo e come energia che si sprigiona dalle pagine dei suoi libri. Lo sviluppo dell’analisi della potenza coincide, in un percorso che va da Aurora a Genealogia della morale, con il progressivo aumento della potenza stilistica della prosa di Nietzsche, o perlomeno – se non si vuol condividere quello che è un evidente giudizio di merito estetico – all’analisi della potenza si accompagna una continua sperimentazione espressiva dei risultati dell’analisi stessa. Il tema della potenza, nei testi che Nietzsche ha pubblicato, viene sempre affrontato in ambito morale. Nel pensiero di Nietzsche l’ambito morale, oltre che il regno del bene e del male intesi come categorie errate, è il regno dell’onestà e all’insegna dell’onestà il filosofo sviluppa tutta la sua critica della cultura occidentale, anche qui come per la potenza, considerando l’onestà come oggetto e come modo del sapere.

Andrea Spreafico (Ravenna 1976) è Dottore di ricerca presso l'Università di Bologna. Ha studiato a Parigi, Reims, Monaco di Baviera e Norimberga ed è autore di diversi saggi su Friedrich Nietzsche.


Pag. 200 - Euro 20,00
(ISBN 978-88-7018-682-6)

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Francesco Vitale
Spettrografie
Jacques Derrida tra singolarità e scrittura

Una spettrografia sarebbe al cuore dell’opera di Jacques Derrida, ne scandirebbe il respiro, singolare, insistente ma mai uguale a se stesso. Un dispositivo di registrazione a distanza, qualcosa come una scrittura, sarebbe la condizione irriducibile dell’esperienza attraverso la quale si costituisce qualcosa come un soggetto, una coscienza, un ego in generale, prima ancora di ogni ricorso di fatto ad una tecnica, ad una scrittura determinata. L’esperienza sarebbe dunque in se stessa spettrale. Solo una spettrografia permetterà di rendere conto della singolarità vivente umana al di qua dell’economia generale della presenza nella quale si trova di fatto imbrigliata ed elusa nel suo come tale. Solo una spettrografia potrà infine testimoniare delle condizioni, rimosse ma non per questo annientate, della relazione all’altro quale elemento irriducibile di una comunità a venire. Di questa spettrografia il presente volume vorrebbe rilevare le tracce e seguire le linee di propagazione attraverso quei prismi di rifrazione spettrale che sono i testi, tutti i testi.

Francesco Vitale (1971) è ricercatore all’Università di Salerno dove insegna Estetica. Nel suo lavoro articola l’interesse per la decostruzione allo studio delle categorie e delle figure fondamentali dell’estetica classica tedesca. È autore di Natura morta. L’estetica di Hegel tra natura e arte (Napoli 2002), oltre che di diversi saggi su Winckelmann, Goethe, Kant e Derrida. Di Jacques Derrida ha inoltre curato e tradotto Economimesis (Milano 2004).


Pag. 160 - Euro 20,00
(ISBN 978-88-7018-688-8)

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Le forme del vento
Paesaggi cinesi in prosa
Traduzione dal cinese e cura di Martine Vallette-Hémery

La profonda sensibilità degli artisti cinesi nella rappresentazione del paesaggio è ben conosciuta. Il loro pennello riesce ad estrarne la sottile vitalità: montagne, pini, fiumi e vento sono tutti pervasi da un soffio di poesia. Questo approccio puramente cinese all’arte come comunione con la natura è soprattutto noto attraverso le opere pittoriche. Meno noto è che esso abbia contribuito alla nascita di mirabili testi in prosa e in poesia. I “paesaggi in prosa” contenuti in questa piccola antologia di autori che vanno dal quinto al diciannovesimo secolo, sono la descrizione di viaggi, escursioni, gite in luoghi che stimolano il sentimento e l’imma?gi?na?zione del viaggiatore per l’asprezza selvaggia, o per il loro aspetto inquietante e minaccioso, o per la loro sublimità e inaccessibilità, o per la loro leggiadria e gaiezza; sempre, comunque, per il loro potere di manifestare la multiforme bellezza del?la natura e la singolare felicità che essa offre all’uomo.

Le Forme del vento ci svelano un cammino percorso da più di un millennio, quello di un’intima comunione con l’universo vivente.
François Cheng


Pag. 176 - Euro 10,00
(ISBN 978-88-7018-678-9)

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Richard von Schaukal
La cantante

Richard von Schaukal (Brno 1874 - Vienna 1942) scrisse liriche influenzate dal simbolismo francese, dei cui autori fu sensibile traduttore, e racconti segnati dalla sensibilità decadente del fin de siècle viennese. Il suo Vita e opinioni del signor Andreas von Balthesser, dandy e dilettante, romanzo in lettere, appunti ed aforismi, introdusse il dandysmo nella cultura tedesca.

Tre racconti in cui il lirico, narratore e saggista viennese degli inizi del Novecento elabora in modo originale i temi della cultura decadente e simbolista: la passione come forza devastante e potenzialmente omicida; il senso di appartenenza a un mondo in inesorabile disfacimento; l’isolamento dell’io e la radicale, incolmabile separazione tra la realtà oggettiva e le illusorie proiezioni di una soggettività abbandonata a se stessa.

«Richard Schaukal era per noi la quintessenza del poeta e della raffigurazione aristocratica della vita».
Gustav Donath


Pag. 192 - Euro 10,00
(ISBN 978-88-7018-668-0)

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Andrea Malaguti
La svolta di Enea
Retorica ed esistenza in Giorgio Caproni (1932-1956)

Se Il seme del piangere e Il franco cacciatore hanno consegnato Giorgio Caproni alla storia come un classico della poesia italiana moderna, pochi conoscono le sue prime raccolte, dove si sperimentano già dagli inizi gli stili e i contenuti che in seguito saranno il segno di riconoscimento dell’autore. Di questa prima fase – dalle origini a Il passaggio di Enea, la raccolta vallecchiana del 1956 che riunisce la produzione precedente in un ordine definitivo – si occupa il libro di Andrea Malaguti, che ricostruisce la formazione culturale del poeta e gli snodi della scrittura in versi dalla tensione metaforica degli esordi alla consapevolezza esistenzialista del dopoguerra.

Andrea Malaguti ha studiato a Padova e a Harvard e ora insegna letteratura italiana moderna e contemporanea alla Columbia University di New York. Tra i tanti interessi di letteratura italiana e comparata, si è occupato soprattutto di poesia del Novecento tra Italia ed Europa (Tonino Guerra, André Frénaud) e di retorica della narrativa.


Pag. 324 - Euro 25,00
(ISBN 978-88-7018-679-6)

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Simone Regazzoni
Nel nome di Chõra
Da Derrida a Platone e al di là

Un’interpretazione in grado di aprire una lettura è sempre l’interpretazione di più testi al contempo. Non solo dei testi presenti – citati, glossati, commentati – ma anche di quelli assenti dalla scena della lettura, non ancora scritti o, al limite, destinati a restare immaginari.
Trattandosi, qui, dell’interpretazione della “difficile e oscura” questione di chõra (in greco: “spazio”, “luogo”, “regione”) che Platone affronta nel Timeo al momento di spiegare l’origine del cosmo, occorrerà dunque convocare e far parlare, sulla scena del famoso dialogo platonico, più di un testo e più di una firma: da Derrida a Eraclito, da Heidegger ad Aristotele, da Badiou a Plotino, da Calcidio a Esiodo – e al di là. Non per svelare, infine, il segreto di chõra, ma per provare a pensare, nel nome di chõra, ciò che, inscritto al cuore della filosofia platonica, la eccede – eccedendo, così, i limiti dell’onto-teologia.

Simone Regazzoni (Genova 1975) ha conseguito un dottorato in filosofia presso le Università di Genova e Parigi VIII Vincennes Saint-Denis. Attualmente insegna presso l’Università Cattolica di Milano. Ha tradotto e curato testi di Derrida, Levinas, Vernant, e pubblicato il volume La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida (il melangolo, 2006). Come membro del collettivo filosofico Blitris ha pubblicato La filosofia del dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo (Ponte alle grazie, 2007).


Pag. 156 - Euro 15,00
(ISBN 978-88-7018-664-2)

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Laure Murat
La casa del dottor Blanche
Storia di un luogo di cura e dei suoi ospiti, da Nerval a Maupassant

Nel 1821, il dottor Esprit Blanche fonda una casa di cura di tipo assolutamente nuovo, pensata sul modello di una pensione famigliare: prima a Montmartre e poi a Passy, i pazienti condividono con il medico e la sua famiglia la vita quotidiana, cenando con loro e passeggiando nel loro parco. Da questa iniziativa prende vita una delle istituzioni più celebri d’Europa, rifugio di una generazione di artisti e in particolare di Gérard de Nerval. La casa di cura del dottor Blanche ospiterà le vertigini di Charles Gounod, la melanconia della famiglia Halévy, le crisi isteriche di Marie d’Agoult. Theo Van Gogh, fratello di Vincent, sarà uno degli ultimi pazienti dei Blanche insieme a Guy de Maupassant che, colpito dalla sifilide, finirà i suoi giorni nella casa di cura dopo un anno e mezzo di delirio.
Grazie alla scoperta di archivi inediti che riportano migliaia di diagnosi che si credevano perdute, Laure Murat ci rivela, per la prima volta, l’avventura di un luogo senza equivalenti nella storia della psichiatria, un luogo fondamentale per lo studio dei rapporti tra follia e creazione artistica. 

Laure Murat, giornalista e scrittrice, ha pubblicato diverse opere sull’arte e la letteratura del XIX secolo tra cui ricordiamo Paris des écrivains (con G. Fessy), Paris, Chêne, 1996; L’expédition d’Egypte (con N. Weill), Paris, Gallimard, 1998; Passage de l’Odéon, Paris, Fayard, 2003; La loi du genre, Paris, Fayard, 2006.


Pag. 442 - Euro 25,00
(ISBN 978-88-7018-639-0)

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Joseph Conrad
L'agente segreto

Quattordici anni dopo la pubblicazione del romanzo L’agente segreto, che prendeva spunto dalla cronaca di un misterioso attentato dinamitardo all’osservatorio di Greenwich, Joseph Conrad ne rielaborò il soggetto, in un duplice adattamento teatrale, pubblicato dapprima in quattro atti (1921) e poi in tre atti (1923). Quest’ultima versione fu messa in scena solo per pochi giorni a Londra nel novembre 1922. Poi, su questo L’agente segreto scritto per la scena scese il silenzio. «Dovranno passare almeno vent’anni prima che un’opera teatrale del genere possa sperare di avere successo a Londra», scrisse allora il critico e romanziere Arnold Bennett. Portato sul palcoscenico, per la prima volta in Italia, dal Teatro Stabile di Genova L’agente segreto viene qui pubblicato nella nuova versione italiana di Giuliana Manganelli, con tutte le variazioni apportate dallo stesso Conrad tra l’edizione in quattro e quella in tre atti: frutto di una lunga rielaborazione documentata dalle pagine del suo epistolario che accompagnano la traduzione integrale del testo.


Pag. 204 - Euro 15,00
(ISBN 978-88-7018-676-5)

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Raimond Gaita
Il cane del filosofo

RAIMOND GAITA è nato in Germania nel 1946. Insegna Filosofia morale presso il King’s College di Londra e Filosofia presso l’Università Cattolica Australiana di Melbourne.
Ha pubblicato diversi libri, tra i quali ricordiamo: Good and evil: an absolute conception (Houndmills, Basingstoke, Macmillan, 1991) e Romulus, my father (Melbourne, Text Publishing, 1998).


Pag. 216 - Euro 16,00
(ISBN 978-88-7018-640-6)

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Jacqueline de Romilly
La Grecia antica contro la violenza

JACQUELINE DE ROMILLY (Chartres 1913) è stata la prima donna a entrare Collège de France (nel 1973) e la seconda donna eletta all’Académie Française (nel 1989, in sostituzione di Marguerite Yourcenar). Dal 1957 al 1973 ha ricoperto la cattedra di Lingua e letteratura greca della Sorbona. Tra le sue numerosissime opere ricordiamo: Histoire et raison chez Thucydide (Paris 1956), Problèmes de la démocratie grecque (Paris 1975), Une certaine idée de la Grèce (Paris 2003). In Italia sono stati tradotti i seguenti titoli: Omero (Roma 1998), La scoperta della libertà nella Grecia antica (Verona 1991), Alcibiade (Milano 2001), La legge nel pensiero greco (Milano 2005).

«Il nostro tempo ha un gran bisogno di voci che gli insegnino, giorno per giorno, a detestare la violenza, a rifiutarne l’uso, a fare di tutto per limitarne i danni. Ed è qui che chiamo in causa i testi dell’antica Grecia. Lasciamo che i Greci parlino della violenza. Lasciamo che ci dicano cos’è e perché la rifiutano. Forse questo ci aiuterà a preparare un mondo in cui la violenza abbia, finalmente, meno potere. Ecco la speranza che ha animato la mia ricerca – come per altro l’intera mia vita».


Pag. 144 - Euro 16,00
(ISBN 978-88-7018-651-2)

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Gianni Poli
Scena francese nel secondo Novecento

GIANNI POLI (Genova 1939) è critico teatrale militante, saggista, drammaturgo e traduttore. Si interessa alle estetiche delNovecento, alla drammaturgia contemporanea, francofona in particolare. Collabora alle Riviste specializzate. Fra i suoi saggi in volume: Jean Genet, Firenze, La Nuova Italia, 1973; La sperimentazione come assoluto, Firenze, G. D’Anna, 1974; Spettacolo teatrale del Novecento, Torino, Marietti, 1979; Introduzione a Jean Genet, Romanzi, Milano, Mondadori, 1980 e 1981; Invito alla lettura di Marguerite Yourcenar, Milano, Mursia, 1990; Invito alla lettura di Raymond Queneau, Milano, Mursia, 1995; Antonin Artaud la poesia in scena, Genova, Erga, 1997; Un secolo di teatro francese 1886-1986, Firenze, Le Lettere, 1999; Altri sogni – Altre scene. Antologia dei drammaturghi belgi contemporanei, Genova, Il Melangolo, 2004.

Non emblematica nel secolo iniziato, non commemorativa, ecco la storia di una civiltà teatrale a cui abbiamo guardato per decenni come al nucleo più vivo e appassionante dello spettacolo europeo. Mezzo secolo attraverso l’opera scenica di quattro creatori capitali – ma non i soli e isolati – dell’Arte teatrale europea: Vilar, Barrault, Vitez e Chéreau. Questo volume introduce, con un saggio metodologico e storicocritico, alla condizione estetica ed organizzativa della messa in scena francese dal dopoguerra ad oggi. Integra poi, in due monografie, l’esperienza di tradizione innovativa dell’attore-direttore di Avignon e del Théâtre National Populaire, Jean Vilar, e quella di eclettico vitalismo nell’animatore diMarigny,Orsay e Rond-Point, Jean-Louis Barrault a capo della celebre Compagnia Renaud-Barrault. L’opera si propone la verifica dell’estetica, nella problematica del pensiero e dell’espressione d’ogni artista, mediante lo studio degli scritti, la ricostruzione degli spettacoli significativi (attraverso documentazione iconografica e audiovisiva spesso inedita) e il confronto bibliografico esaustivo e aggiornato della critica. Documento di dettagliata informazione e di sintetica visione su un fenomeno in costante divenire.


Pag. 288 - Euro 20,00
(ISBN 978-88-7018-662-8)

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Aldo Trione
La parola ferita

ALDO TRIONE è ordinario di Estetica nell’Università di Napoli “Federico II”. Da anni tiene lezioni e seminari in università e in centri di cultura in Italia e all’estero. È editorialista del «Corriere del mezzogiorno». Tra i suoi libri: L’estetica della mente (1987), L’ostinata armonia (1992), Estetica e Novecento (1996), Ars combinatoria (1999), Penser la poésie (2001). Per “il melangolo” ha pubblicato L’ordine necessario (2001) e Sopralluoghi (2005).

La parola poetica non abita nel muto arsenale delle forme, ma nei simboli, nelle metafore, nelle corrispondenze e nelle figure che incessantemente costruisce. Nei suoi movimenti si intravedono le tracce di sentieri che raccontano le ferite delmondo.


Pag. 102 - Euro 15,00
(ISBN 978-88-7018-672-7)

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Giorgio Bertone
Il volto di Dio, il volto di Laura
La questione del ritratto. Petrarca: Rvf XVI, LXXVII, LXXVIII

GIORGIO BERTONE insegna Letteratura Italiana all’Università. Tra l’altro ha pubblicato un volume su Calvino (Italo Calvino. Il castello della scrittura, 1994, premio nazionale Lerici-Pea per la saggistica); e un manuale di metrica italiana (Breve dizionario di metrica italiana, “PBE”, 1999). È autore di due romanzi (Percorsi andini, 1988, premio selezione Città di Bergamo; e Il diario del viaggio, 1990 sempre per Marietti) e una riduzione di Moby Dick (Einaudi Scuola). Si è occupato dei rapporti tra parola e paesaggio: Paesaggio e letteratura, in Storia d'Italia, La Liguria, Einaudi, 1994; poi Lo sguardo escluso. L'idea di paesaggio nella letteratura occidentale (1999, premio Grinzane Cavour-Hanbury); Letteratura e paesaggio. Liguri e no: Montale, Caproni, Calvino, Ortese, Biamonti, Primo Levi, Yehoshua, Lecce, Manni ed., 2001 (selezione premio “M.Moretti”); infine Il confine del paesaggio. Lettura di Francesco Biamonti, Novara, Interlinea, 2006.

In un passo famoso del Secretum Sant’Agostino rimprovera aspramente Francesco di essersi fatto eseguire da un illustre artista (SimoneMartini) il ritratto di Laura, in modo da portare sempre con sé l’ immagine dell’amata e avere occasione di infinite lacrime. La condanna del proprio comportamento peccaminoso nei riguardi del ritratto di Laura è una condanna anche del ritratto laico in quanto tale? Poteva una donna qualsiasi, – non una santa, non la Vergine –, essere trasposta in effige su una tavola o una pergamena? Qual è lo statuto del ritratto agli albori dell’epoca moderna? Qual è il rapporto tra ritratto e icona, tra volto dell’umano e volto del divino (la Veronica di “Movesi il vecchierel...”)? Nel Canzoniere in generale e nei due sonetti di ringraziamento a Simone Martini per il ritratto ricevuto, non emerge, invece, alcuna condanna del ritratto. Solo una fenomenologia della “invenzione” (sonetto LXXVII) e della fruizione (sonetto LXXVIII): per la prima volta l’uomo moderno si confronta in una sfida aperta con la rappresentazione figurativa dell’amata e ne dà conto preciso, entusiasta e drammatico. Con quali risultati? Con quali conseguenze e scoperte dentro l’archeologia della nostra cultura come civiltà dell’immagine?


Pag. 76 - Euro 15,00
(ISBN 978-88-7018-671-0)

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Andrea Casazza
La fuga dei nazisti
Mengele, Eichmann, Priebke, Pavelic´ da Genova all’impunità

ANDREA CASAZZA è nato a Genova nel 1958. Giornalista de «Il Secolo XIX», si è occupato di critica musicale, cronaca e cultura. Attualmente è vicecaposervizio alla sezione Album-Cultura-Spettacoli. Per «Il Secolo XIX» ha curato il volume Finestra sul Risorgimento pubblicato nel 2004 da “il melangolo”. Con il collega Max Mauceri ha scritto il libroinchiesta Liguria criminale (Genova 2006), su dieci casi insoluti di cronaca nera avvenuti in regione, e tre romanzi gialli ambientati a Genova: Omicidio agli Erzelli (Genova 2005), Ego te absolvo (Genova 2006) e Basilico e sangue (Genova 2007).

Il libro prende avvio dalla notizia dell’apertura degli archivi segreti del Centro di Immigrazione di Buenos Aires avvenuta nella primavera del 2003. Una desecretazione legata a filo doppio alla pubblicazione negli Stati Uniti, e quindi in Argentina, del saggio dello storico e giornalista Uki Goñi Operazione Odessa, che accende i riflettori anche su Genova. La città viene indicata quale luogo di passaggio, soggiorno e imbarco di alcuni fra i più noti e sanguinari ufficiali delle SS, di collaborazionisti francesi e croati. Nel periodo che va dalla fine del 1948 agli inizi del 1951, sono transitati criminali come Ante Paveli´ c, duce degli ustascia, Josef Mengele, il medico della morte, Adolf Eichmann, pianificatore della “soluzione finale”, Klaus Barbie, il boia di Lione, Erich Priebke, il capitano delle SS responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine. Di ciascuno vengono ora ricostruite le modalità dell’arrivo e del soggiorno a Genova, i dettagli della partenza e della successiva latitanza, spesso dorata, nell’Argentina di Peron. Attraverso l’analisi dei documenti si alza così il sipario sulla complicità della Chiesa cattolica nelle fughe, mettendo in evidenza come, ad occuparsi dell’accoglienza e delle formalità di imbarco, siano stati dei sacerdoti.


Pag. 160 - Euro 16,00
(ISBN 978-88-7018-661-1)

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Niccolò Machiavelli
Belfagor arcidiavolo
illustrazioni di EMANUELE LUZZATI

Nasconde quel con che nuoce ogni fera:
celasi, adunque, sotto l’erbe il drago:
porta la pecchia in bocca mèle e cera
e dentro al piccol sen nasconde l’ago:
cuopre l’orrido volto la pantera
e ’l dosso mostra dilettoso e vago;
tu mostri il volto tuo di pietà pieno,
poi celi un cor crudel dentro al tuo seno.
MACHIAVELLI, Strambotti, II


Pag. 46 - Euro 10,00
(ISBN 978-88-7018-670-3)

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Frank Wedekind
Risveglio di primavera

Risveglio di primavera, qui presentato in edizione integrale ed in una nuova traduzione, è il capolavoro drammaturgico di Frank Wedekind. Scritto nel 1890, fu rappresentato solo nel 1906 a Berlino con la regia di Max Reinhardt e per di più in versione riveduta e censurata a causa del suo contenuto “osceno”.
«Con Tolstoj e Strindberg Wedekind fu uno dei grandi educatori dell’Europa nuova. La sua opera maggiore fu la sua stessa personalità».
Bertolt Brecht

Frank Wedekind (Hannover 1864 – Monaco 1918) fu attore, cantastorie, scrittore e drammaturgo. L’in­te­ra sua opera venne compresa relativamente tardi in tutta la sua grandezza, offuscata dall’aura di scandalo che accompagnò la sua esistenza. Tra le altre sue opere ricordiamo Lo spirito della terra (Erd­geist) e Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pan­dora), riunite poi in Lulu.


Pag. 160 – Euro 9,00
(ISBN 978-88-7018-658-1)

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Stendhal
Autobiografia del signor me stesso
a cura di Giuseppe Marcenaro

Dentro ai libri appartenuti al signor Henri Beyle di Gre­noble, console di Francia a Civitavecchia, il sublime grafomane Stendhal scrisse un libro. Un libro di ­ap­punti, disappunti, commenti, risentimenti, dolenti note in cui uno Stendhal privato “parla” con il sé più ­intimo, riconosciuto in Dominique, il suo doppio esclusivo. Beyle, che “presentava” Beyle con una girandola di pseudonimi per nascondersi agli altri, apparendo, con Dominique si mascherava anche a se stesso.
Henri Beyle aveva il culto dei libri, ma già lui contribuì a disperderli: li affidò agli amici, ne lasciò in diversi domicili dove la sua vita di curioso errabondo lo aveva portato. Quando lo scrittore Stendhal venne “scoperto” – già l’aveva preconizzato: “Mi leggeranno nel 19...” – i volumi delle sue biblioteche diventarono oggetto di ­culto. Intanto perché erano appartenuti all’autore di Il Rosso e il Nero e della Certosa di Parma; e poi perché erano zeppi di suoi appunti, celebrati dagli aficionados come Marginalia.
Con quelle note marginali è stato costruito Auto­bio­grafia del signor me stesso, un libro abusivo. Stendhal probabilmente non lo immaginò mai. Il testo raccoglie, per la prima volta in italiano, una selezione di Margi­nalia, con inediti mai pubblicati, desunti direttamente dai volumi appartenuti a Beyle e conservati nelle biblioteche dove il caso li ha fatti approdare.

Henri Beyle (Stendhal) nacque il 23 gennaio 1786, al tramonto dell’Ancien Régime, percepì la Rivoluzione e si esaltò al mito di Napoleone. Gli anni della Restaurazione, che mal sopportava, gli diedero un consolato e la Légion d’honneur, non il successo letterario cui ambiva. Morì il 23 marzo 1842. Sulla sua tomba volle fosse scritto, “senza alcuna insulsaggine elogiativa”, Arrigo Beyle, milanese, visse, scrisse, amò.


Pag. 240 - Euro 18,00
(ISBN 978-88-7018-655-0)

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«Anima mia diletta!»
Lettere di Martin Heidegger alla moglie Elfride
1915-1970

Cura, scelta e commento di Gertrud Heidegger

Nelle sue prime lezioni su Aristotele, Heidegger era solito introdurre la vita del filosofo con queste laconiche parole: “Aristotele nacque, lavorò e morì”, volendo così affermare l’assoluta insignificanza delle personali esperienze di vita di un filosofo per la comprensione del suo pensiero.
A trent’anni dalla morte del nonno, una nipote del pensatore ha pubblicato questo singolare volume che riunisce le lettere che Heidegger scrisse alla moglie Elfride nell’intero arco della loro lunga e accidentata vita coniugale, inserendola peraltro in un contesto narrativo essenziale e stringato che consente al lettore di penetrare non solo nel vivo dei loro rapporti, ma altresì nel cuore stesso dell’itinerario filosofico del pensatore che ha sempre trovato nella consorte un sostegno pratico, positivo, alle sue ricorrenti difficoltà e angosce. Sicché grazie alle lettere possiamo seguire passo dopo passo il cammino del filosofo, i suoi tentativi di scrivere l’opera definitiva, senza mai portare a compimento questo progetto, in verità lasciando ai posteri il compito di orientarsi verso un “altro inizio del pensiero” rispetto alla metafisica classica e moderna giunte ormai al loro definitivo declino e tramonto.

Gertrud Heidegger, nata nel 1955, è la figlia maggiore di Jörg Heidegger, primogenito di Elfride e Martin Heidegger. Vive con la famiglia nella casa Heidegger a Friburgo.


Pag. 384 - Euro 25,00
(ISBN 978-88-7018-665-9)

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Eric R. Dodds
Neoplatonismo
Passi scelti

«Ma in che modo potrai vedere il genere di ­bellezza che hanno le anime buone? Raccogliti in te stesso, guarda dentro di te; e se ­ancora non vedi la tua ­bellezza interiore, fa’ come lo scultore intento ­alla realizzazione di una bella statua, il quale elimina una parte e un’altra rende più liscia, ora leviga ora ripulisce, finché su quell’immagine non appaia un bel volto; anche tu devi liberarti da tutto ciò che è ­inutile, raddrizzare ciò che è storto, ­lavorare per far risplendere ciò che ancora è oscuro: non smettere di modellare la tua ­propria statua».
Plotino

Eric R. Dodds (1893-1979) insegnò nelle università di Reading e di Birmingham fino al 1936, e in seguito fu professore di greco a Oxford; dal 1960 al 1963 fu presidente della Society for Psychical Research. Tra le sue opere principali ricordiamo: The Greeks and the irrational, Berkeley 1951 (trad. it., I Greci e l’irrazionale, Firenze 1959); Pagan and Christian in an age of anxiety. Some aspects of religious experience from Marcus Aurelius to Constantine, Cambridge 1968 (trad. it., Pagani e cristiani in un’epoca di angoscia. Aspetti dell’esperienza religiosa da Marco Aurelio a Costantino, Firenze 1970).


Pag. 204 - Euro 16,00
(ISBN 978-88-7018-659-8)

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Günter Figal
Il senso del comprendere
Contributi alla filosofia ermeneutica

« Se l’ermeneutica filosofica è una nota a piè di pagina di Platone, felicemente indovinata, diventa allora chiaro una volta per tutte che non si tratta di una disciplina specifica dedicata ad un ambito di oggetti limitato. L’ermeneutica filosofica è in realtà filosofia ermeneutica. Contrariamente alle diverse varietà di ‘pensiero postmetafisico’, l’ermeneutica
non incontra alcuna difficoltà con la tradizione risalente a Platone ed anzi, ne è debitrice e vorrebbe proseguirla. Il che non può avvenire attraverso una conservazionemuseale
e neppure attraverso una restaurazione annunciata con pathos fondativo, bensì soltanto nel volercomprendere, nel dire nuovamente e, in modo diverso, qualcosa che solo in questo modo appare identico. La filosofia ermeneutica vuole trattare il senso del comprendere e corrispondervi».

GÜNTER FIGAL (1949) dal 1989 fino al 2002 è stato docente di Filosofia presso l’Università di Tübingen, mentre dal 2002 occupa la prima cattedra del Philosophisches Seminar presso l’Università di Freiburg im Breisgau. Dal 2003 è anche membro della Martin Heidegger Geselleschaft. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Fur eine Philosophie von Freiheit und Streit (1994); Gegenständlichkeit. Das Hermeneutische und die Philosophie (2006). In Italia sono stati tradotti i seguenti titoli: Socrate (Bologna 2000); Nietzsche. Un ritratto filosofico (Roma 2002). Per i tipi de “il melangolo” è stato pubblicato Martin Heidegger. Fenomenologia della libertà (Genova 2007).


Pag. 180 - Euro 15,00
(ISBN 978-88-7018-452-5)

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Hannah Arendt
Filosofia e totalitarismo
a cura di Francesco Fistetti e Francesca R. Recchia Luciani


Caratteristica peculiare dell'approccio arendtiano all'interpretazione dell'esperimento totalitario - di cui i campi di concentramento sono l'"istituzione centrale" - è la "cristallizzazione" storica di due elementi strutturali che troviamo alle origini della Grande Tradizione occidentale: da un lato la metamorfosi della politica in biopolitica; dall'altro la perdita della concezione del potere come dynamis e come spazio del tra a favore della razionalità onnipervasiva dell'homo faber. Dentro tale cornice si dipana il fil rouge che lega i saggi contenuti in questo volume: alcuni di essi ruotano intorno alla "teoria politica del giudizio" proposta da Hannah Arendt, relativa a quale forma etico-politica assuma l'atto prettamente umano del giudicare quando l'oggetto del giudizio sono esseri umani o azioni che sembrano aver perso del tutto ogni connotazione "umana"; gli altri esplorano il suo ardito tentativo di "ripensare il tota?litarismo", sia in riferimento ai terrificanti e per tanti versi inconcepibili eventi che hanno marchiato indelebilmente il secolo scorso, sia applicando le categorie interpretative dell'ermeneutica arendtiana del totalitarismo alla contemporaneità e alle perverse dinamiche politiche del presente.


Pag. 264 - Euro 28,00
(ISBN 978-88-7018-657-4)

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Bernard Le Bovier de Fontenelle
La cometa

Quella luce, che vedi
strisciar sì chiara per lo ciel superno,
ed agitarsi in rapido baleno,
non ha gravido il seno
di rovine, di stragi, e di disastri.
L'uomo è fabbro del male, e incolpa gli astri.

GABRIELLO BABA,
Ode in occasione della cometa apparsa nel fine dell'anno 1680

BERNARD LE BOVIER DE FONTENELLE
(Rouen 1657-Parigi 1757). Membro dell'Accademia di Francia, scrisse testi di divulgazione scientifica, di polemica letteraria e di filosofia. Per la sua fiducia nella scienza, il suo scetticismo e la sua ironia è considerato un anticipatore dell'illuminismo.
Tra le sue opere principali:
Histoire des oracles (1687) e Entretiens
sur la pluralité des mondes
(1686), Conversazioni sulla pluralità
dei mondi (Roma 1984).


Pag. 100 - Euro 9,00
(ISBN 978-88-7018-660-4)

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Olympe de Gouges
Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina

Donna di lettere e di intelletto, Olympe de Gouges (1748-1793) si mette in luce fin dai primissimi giorni della Rivoluzione per le sue idee riformatrici. Davanti all'As­semblea Costituente reclama l'u­guaglianza dei sessi. Con la Dichia­razione dei diritti della donna e della cittadina (1791), il suo testo più celebre, in cui riprende punto per punto la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1789, si co­stituisce come prima esponente teorica del femminismo, tragicamente in anticipo rispetto alle sanguinose contraddizioni della sua epoca.

"La donna ha il diritto di salire al patibolo; deve avere anche quello di salire sulla tribuna".


pag. 80 - Euro 9.00
(ISBN 978-88-7018-639-0)

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In difesa dell'eutanasia

Stoici - Seneca
Hume -Nietzsche

CARLO ANGELINO è docente di Estetica presso l'Università degli Studi di Genova. Tra le sue ultime
pubblicazioni ricordiamo: Il "terribile segreto" di Nietzsche, Genova, il melangolo, 2000; L'errore filosofico di Martin Heidegger, Genova, il melangolo, 2001; Carl Schmitt sommo giurista del Führer, Genova, il melangolo, 2006; Nascita e morte del filosofo, Genova, il melangolo, 2007. Ha curato e tradotto diverse opere di Heidegger, tra cui si segnala Metafisica e nichilismo, Genova, il melangolo, 2006.

Da qualche tempo a questa parte, nel gergo giornalistico e televisivo di molti "intellettuali mediatici", laici e cattolici, del nostro Paese, la parola eutanasia è diventata una parola impronunciabile: quasi che colui che osa pronunciarla commetta un peccato mortale, un crimine e sia destinato, in ogni caso, alle fiamme dell'inferno. Eppure, per oltre duemila anni, ha conservato l'originario significato che ben conoscono quanti hanno ancora una qualche familiarità con il greco antico: morte felice, serena, dolce e, in ogni caso, nobile e razionale, in quanto morte a cui si espone il saggio "per la patria e per gli amici e nel caso in cui sia vittima di dolori acuti o di menomazioni o di malattie incurabili"

(Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 130).
CARLO ANGELINO


pag. 64 - Euro 9.00
(ISBN 978-88-7018-654-3)

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Baruch Spinoza
Lettere sugli spiriti

Baruch Spinoza (1632-1677), è forse il maggior filosofo del Sei­cen­to. Autore di opere audaci e originalissime (tra cui ricordiamo l'Etica e il Trattato teologico-politico), sfidò l'autorità religiosa del suo tempo, opponendosi sempre ad ogni forma di superstizione e di fanatismo.

"Quel desiderio che spinge la maggior parte degli uomini a raccontare le cose, non come esse sono in realtà, ma come si vorrebbe che fossero, si manifesta, più che in altre storie, proprio in quelle che narrano di spettri e di spiriti."
Spinoza


pag. 96 - Euro 9.00
(ISBN 978-88-7018-648-2)

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Jean-Pierre Vernant
La morte eroica nell'antica Grecia

Jean-Pierre Vernant (1914-2007), filosofo, storico dell'antichità, an­tro­pologo, è stato uno dei massimi studiosi della cultura greca antica nonché un intellettuale attento e sensibile alle vicende del proprio tempo. Tra le sue opere ricordiamo: Le origini del pensiero greco, Roma 1984, 19933; Mito e pensiero presso i Greci, Torino 1970, 19843; Tra mito e politica, Milano 1998; L'universo, gli dèi, gli uomini, Torino 2000.


"Per il giovane guerriero che cade in prima linea nel fiore della giovinezza, avendo messo in gioco la propria vita e se stesso, "tutto è bello, tutto conviene": gli uomini lo ammirano, lo venerano le donne e le future generazioni continueranno ad ammirarlo. Non cesserà attraverso la morte - accettata e accolta, benché non scelta - di essere ciò che era da vivo, un uomo giovane nello splendore della forza e della bellezza".
J.-P. Vernant


pag. 48 - Euro 8.00
(ISBN 978-88-7018-649-9)

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Carlo Angelino
Nascita e morte del filosofo

Carlo Angelino è docente di Estetica presso l'Università degli Studi di Genova. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Il "terribile segreto" di Nietzsche, Genova, il melangolo, 2000; L'errore filosofico di Martin Heidegger, Genova, il melangolo, 2001; Carl Schmitt sommo giurista del Führer, Genova, il melangolo, 2006. Ha curato e tradotto diverse opere di Heidegger, tra cui si segnala Metafisica e nichilismo, Genova, il melangolo, 2006, e la raccolta In difesa dell'eutanasia, Genova, il melangolo, 2007.

"Grecia felice! Casa di tutti i celesti
È dunque vero ciò che da giovani abbiamo udito?
Sala di feste! Il suolo è mare e tavola i monti,
Per certo a quell'unico uso, costruita fin dall'antico!
Ma i troni ove sono? I templi e dove i vasi?
Dove, pieno di nettare, per delizia degli dèi, il canto?
Ove, ove splendono gli oracoli, adesso, che colgono lungi?
Delfo è assopita e dove suona il grande destino?
Dov'è il veloce? Dove, d'un bene universo ricolmo
Rompe sugli occhi, tuonando dall'aria serena?
"Padre etere!" ecco il grido che di labbro in labbro volava
In mille modi e nessuno sopportava la vita da solo.
Compartito allieta un tal bene e con estranei scambiato
Diventa un giubilio, cresce dormendo il potere della parola:
"Padre! Sereno!" e risuona ad ogni distanza il segno
Originario, ereditato dagli avi e ove giunge crea.
Così prendono stanza i celesti e spargendo un brivido fondo
Fuori dalle ombre scende, fra gli uomini, il loro giorno".

Friedrich Hölderlin


pag. 84 - Euro 12.00
(ISBN 978-88-7018-650-5)

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Paolo Bertolani
Colpi di grazia

"Ma con gli anni aveva dovuto imparare a pensarle sempre più spesso queste morti dei vecchi, tutto quel loro tribolare, quel vedersi crollare intorno di continuo tante cose, e persone, fattezze e voci che prima erano costanti nell'aria dei paesi, della casa - e per che cosa? Per sentirsi finire anche loro in un niente perfetto, e dopo essersela guadagnata in un fondo di letto - dentro il sudore il vomito la merda - quella morte sempre più vicina, sempre più nelle scale, a raspare dietro la porta. 'La vedono, vi dico che la vedono' sentiva bisotare nelle cucine, di notte. 'Viene un momento che la vedono, come si vede una persona. Quando spalancano gli occhi e li fissano in un punto della stanza, vuol dire che in quel punto c'è lei, che è venuta a cercarli, che li chiama'."

Paolo Bertolani (1931-2007) è autore di molti libri di poesia, sia in italiano, sia nel suo dialetto di La Serra di Lerici in provincia di La Spezia, editi, tra gli altri, da "Einaudi", "Garzanti"e "Guanda".
"Il melangolo" ha pubblicato le sue opere in prosa: Il vivaio nel 2001, il Racconto della Contea di Levante (che pubblicato da "il Formichiere" nel 1979 vinse nello stesso anno il Premio Comisso) nel 2001, Il custode delle voci nel 2003.


pag. 80 - Euro 9.00
(ISBN 88-7018-638-5)

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Andrea Carandini
Sindrome occidentale
Conversazioni fra un archeologo e uno storico sull'origine a Roma del diritto, della politica e dello stato

"Archeologo. Voi storici, non credete alle fondazioni delle città antiche come a riti da celebrarsi in un giorno, ma poi accettate una formazione rapida della città, una Roma nata dal nulla, come fulmine che cade in una bruma protostorica, che lambirebbe il tempo dei Tarquini...

Storico. Togli quel voi; qui sono io e basta. È vero, abbondano antichisti impigliati in tradizioni autorevoli e superate... Non osano contestare i padri fondatori della critica delle fonti..., metodo che non esime da errori e che proprio sul tema delle origini di Roma non ha dato il meglio. Ma il clima cambia, i tabù sono meno saldi, ci si rende conto..."

Andrea Carandini (Roma 1937) insegna Archeologia classica all'università "La Sapienza" di Roma. Attivamente impegnato in numerose campagne di scavo (Ostia, Toscana, Tipasa in Algeria, Cartagine e il Palatino), ha pubblicato diversi studi tra cui: L'anatomia della scimmia. La formazione economica della società prima del capitale (Einaudi, 1979); Storie dalla terra. Manuale di scavo archeologico (Einaudi, 1991); Giornale di scavo (Einaudi, 2000); Archeologia del mito (Einaudi, 2002); La nascita di Roma (Einaudi 20032); Remo e Romolo (Einaudi, 2006). È il curatore dell'opera edita nella collana "Fondazione Lorenzo Valla" La leggenda di Roma di cui è uscito il primo volume: Dalla nascita dei gemelli alla fondazione della città (Mondadori, 2006). È in corso di stampa: Roma. Il primo giorno (Laterza, 2007), la lezione tenuta all'Auditorium di Roma il 29. X. 2006 tradotta in libro.


pag. 145 - Euro 15.00
(ISBN 88-7018-629-6)

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Antonio Missiroli - Alessandro Pansa
La difesa europea

"L'Europa integrata, nata essa stessa da un pacifico patto multilaterale, priva di ambizioni imperiali, ma ricca di esperienza storica e sapienza diplomatica, non potrebbe che sviluppare, nel contesto mondiale, una politica coerente con questo suo patrimonio genetico.
Una politica quindi radicata nel multipolarismo e volta a privilegiare lo strumento politico su quello militare.
Una politica diretta a rafforzare il ruolo delle istituzioni internazionali, in primo luogo l'Onu, che potrebbe trovare in un esercito europeo uno dei bacini privilegiati cui attingere per dar vita a una polizia internazionale volta a garantire un ordine mondiale meno violento.
Ma anche una politica capace di far ricorso alla forza quando i mezzi della diplomazia siano esauriti e siano in gioco valori e interessi fondamentali.
In questa prospettiva, per l'Italia, una politica estera e di difesa europea costituisce il miglior mezzo di dare attuazione all'articolo 11 della Costituzione".
Luciano Angelino

Antonio Missiroli (1955) è Direttore degli studi e dei programmi presso l'European Policy Centre a Bruxelles. Dal 1998 al 2005 è stato ricercatore all'Istituto di Studi per la Sicurezza dell'UE a Parigi.

Alessandro Pansa (1962) è Condirettore generale di Finmeccanica.


pag. 208 - Euro 25.00
(ISBN 88-7018-619-9)

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Martin Heidegger
Colloqui su un sentiero di campagna
(1944/45)

Il Custode: E le cose rimarranno così, finché Lei si sforzerà di trovare un passaggio, invece di lasciare aperta la via a un ritorno.

L'insegnante: Un ritorno verso dove?

Il Custode: Verso dove propriamente noi già siamo.

L'insegnante: Tuttavia questo luogo dei mortali, che Lei a volte nomina, rimane per me avvolto nell'oscurità.

Il Custode: Ne sia contento. È più utile questo buio della luce artificiale con la quale oggi si pretende di illuminare ogni cosa, in modo che non rimane più né il buio né la luce, e nemmeno la penombra -

L'insegnante: e noi, sommersi dalle informazioni, non riusciamo più a orientarci.

Il Custode: E soprattutto non riusciamo a orientarci per quanto concerne noi stessi, perché, nel luogo dove propriamente già siamo, sta in primo luogo il nostro io, o, se Lei vuole chiamarla così, la nostra esistenza.


pag. 242 - Euro 30.00
(ISBN 88-7018-637-7)

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Sthéphane Mosès
Al di là della guerra
Tre saggi su Levinas

La novità nel pensare la pace sta nel non collocarla - come ha fatto tutta la tradizione filosofica - alla fine della guerra. La pace non è la cessazione dei combattimenti, per l'estinzione dei combattenti, o la sconfitta degli uni, la vittoria degli altri. La pace non è la pace perpetua dei morti, fondata sui cimiteri, eretta dai futuri imperi globali. La pace non è di là da venire, ma è al di là della guerra.

Stephane Mosès (Berlino 1931) durante il nazismo ha trovato scampo con la famiglia nel Marocco francese. Ha studiato germanistica a Parigi (1952-1957). È stato docente di Lingua e letteratura tedesca prima alla Sorbona, poi a Nanterre; infine ha insegnato per quasi trent'anni, dal 1969 al 1996, Letteratura comparata alla Hebrew University di Gerusalemme dove è stato cofondatore del Centro di ricerca "Franz Rosenzweig". Dal 1996 vive a Parigi e a Gerusalemme.
È autore di Système et Révélation. La philosophie de Franz Rosenzweig, Paris 1982 e 2003; Spuren der Schrift. Von Goethe bis Celan, Frankfurt 1985; Paul Celan: "Entretien dans la Montagne", Paris 2001; Walter Benjamin and the spirit of Modernity, Tel-Aviv 2001; Exégèse d'une légende. Lectures de Kafka, Paris 2006. In italiano sono usciti: La storia e il suo angelo, Milano 1993; L'eros e la Legge, Firenze 2000.


pag. 120 - Euro 16.00
(ISBN 88-7018-642-3)

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Ernesto Franco
Usodimare
Un racconto per voce sola

Pepe Usodimare è il capitano di un vecchio cargo diretto a Chittagong in Bangladesh per venire demolito. Quella nave è il riassunto della sua vita. Ne racchiude i ricordi, i desideri, la figura di una donna e un segreto mai svelato. Per riuscire a venirne a capo Usodimare ha solo il tempo dell'ultimo viaggio. Ma la rotta del vecchio cargo è piena di imprevisti, di insidie. C'è un destino da accettare, per la nave e per il marinaio.


pag. 70 - Euro 9.00
(ISBN 88-7018-628-8)

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Zanna Ran-Carnyj
L'incredibile verità

"Da tanto tempo desideravo scrivere il racconto della mia vita, rievocando le durissime prove che ho dovuto affrontare durante gli anni terribili della guerra e della persecuzione nazista. Tuttavia mi è possibile farlo soltanto ora che la Lituania ha riconquistato la propria indipendenza. Il regime totalitario dell'Unione Sovietica non rappresenta più un pericolo. Oggi posso finalmente rivelare tutta la verità. Ormai non c'è più tempo per rimandare..."

Zanna Carnyj nacque nel 1920 a Elizavetgrad (oggi Kivohrad), nell'Ucraina centrale. Trasferitasi a Vilnius in Lituania, conobbe l'occupazione tedesca e l'internamento nel ghetto. A guerra finita, accusata di spionaggio, scontò quasi sei anni di prigionia in un gulag sovietico. Dopo la scarcerazione e la riabilitazione, si trasferì con il marito in Israele, dove tuttora vive.


pag. 240 - Euro 15.00
(ISBN 88-7018-585-0)

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Günter Figal
Martin Heidegger
Fenomenologia della libertà

In quest'opera paradigmatica, arrivata in Germania già alla terza edizione, Günter Figal riesce a rendere accessibile con una chiarezza inedita la complessa concettualità del grande pensatore tedesco anche alla luce delle sue più nascoste implicazioni filosofiche. Figal comprende la filosofia di Heidegger come una fenomenologia della libertà, di cui analizza le linee fondamentali, mettendola a confronto con le importanti teorie della libertà proprie di Aristotele e di Kant. Soprattutto nell'ambito dell'opera fondamentale di Heidegger, Essere e tempo, Figal si preoccupa di spiegare il senso del "problema dell'essere" e di gettare luce sulla questione centrale del pensiero heideggeriano sulla scorta della relazione esistente tra libertà e assenza di libertà e del rapporto che è possibile stabilire tra libertà e tempo.

Günter Figal (1949) dal 1989 fino al 2002 è stato docente di Filosofia presso l'Università di Tübingen, mentre dal 2002 occupa la prima cattedra del Philosophisches Seminar presso l'Università di Freiburg im Breisgau. Dal 2003 è anche membro della Martin Heidegger Geselleschaft. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Heidegger zur Einführung (1992; 20034); Der Sinn des Verstehens. Beiträge zur hermeneutischen Philosophie (1997); Gegenständlichkeit. Das Hermeneutische und die Philosophie (2006). In Italia sono stati tradotti i seguenti titoli: Socrate (Bologna 2000); Nietzsche. Un ritratto filosofico (Roma 2002). Di prossima uscita per i tipi de "il melangolo" Il significato del comprendere. Contributi a una filosofia ermeneutica.


pag. 448 - Euro 35.00
(ISBN 88-7018-615-6)

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Mario Gennari
Filosofia del pensiero

"Pensare non è un lavoro, un'attività, un'opera, un compito, un ozio, un mestiere, un ufficio, una professione, una fatica, un'occupazione, uno svago, un passatempo, un gioco, un'evasione, una seccatura. Non ci si deve applicare per giungere al pensiero. Esso - se viene e quando viene - giunge da sé. Non si deve dire "ci giunge", poiché il pensiero è già in noi. Noi siamo il nostro pensiero puro".

Mario Gennari è professore ordinario di Pedagogia generale presso l'Università di Genova. Tra i suoi più recenti volumi pubblicati per i tipi della Bompiani, presso cui dirige la sezione "Scienze della formazione" della collana "Studi", ricordiamo Filosofia della formazione dell'uomo (2001), Trattato di Pedagogia Generale (2006).


pag. 70 - Euro 12.00
(ISBN 88-7018-633-4)

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Guido Ceronetti
Nella gola dell’Eone
(Ti saluto mio secolo crudele)
Immagini del XX secolo


pag. 48 - Euro 12.00
(ISBN 88-7018-632-6)

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Denise Holstein
Non vi dimenticherò mai, bambini miei di Auschwitz

Per mezzo secolo sono rimasta in silenzio. Non volevo somigliare a quei soldati di Verdun che irritavano i giovani con i racconti della loro guerra. Tuttavia sul mio braccio, in quel punto, c'era sempre il tatuaggio: A 16 727. Il numero di matricola di Auschwitz. Auschwitz-Birkenau per l'esattezza. È il nome di quell'acquitrino polacco dove fu costruito il peggiore tra i campi di sterminio. Con la camera a gas e il forno crematorio. Io tornai. I bambini con i quali sono partita, loro, duecento piccoli orfani ebrei, non tornarono, furono gassati subito dopo il loro arrivo al campo, erano troppo giovani per lavorare. Io avevo diciassette anni. I miei genitori non hanno fatto ritorno dalla deportazione. Papà aveva cinquantatre anni, mamma ne aveva quarantuno. Agli occhi dei tedeschi erano troppo vecchi.


pag. 144 - Euro 10.00
(ISBN 88-7018-618-0)

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Simone Regazzoni
La decostruzione del politico
Undici tesi su Derrida

Un sisma di inedita forza sollecita lo spazio del politico e le sue categorie. L'esigenza di un ripensamento radicale del politico è diventata ineludibile. Attraverso un serrato e originale confronto con l'intera opera di Derrida, l'autore rilegge, in un'ottica decostruttiva, i principali temi che innervano la tradizione filosofico-politica dell'Occidente: il lógos come elemento che definisce la politicità specifica del vivente umano; l'invenzione del nómos in Grecia antica e la nascita del teologico-politico; il potere sovrano nel suo essenziale legame all'eccezione e al sacrificio; il rapporto tra ius e iustitia; l'eredità di Marx, il messianico e l'a-venire della democrazia. Le undici tesi sono però anche un tentativo di ripensare la decostruzione del politico al di là dei limiti del testo in senso stretto e dell'interpretazione. La decostruzione del politico non può muoversi, semplicemente, nella biblioteca filosofica della vecchia Europa. Perché la decostruzione - come Derrida ha scritto - è ciò che accade: nelle cose stesse, nella storia, nello spazio reale del politico; è l'essere-in-decostruzione dell'epoca fallogocentrica in cui si è costituito ed è stato pensato lo spazio del politico come spazio dell'Uno sovrano e comunitario, o meglio, co(im)munitario, teso alla salvaguardia della vita - bíos o zoé.

Simone Regazzoni è nato a Genova nel 1975. Ha conseguito un dottorato in filosofia presso le Università di Genova e Paris VIII Vincennes Saint-Denis. Nel corso dell'anno accademico 2005-2006 ha tenuto, presso l'Università di Paris VIII, un seminario su Jacques Derrida et la déconstruction du politique. Per i tipi del melangolo ha curato e tradotto testi di Derrida e Lévinas. Ha inoltre curato testi di Derrida per gli "Annali della fondazione europea del disegno (Fondation Adami)" editi da Bruno Mondadori. È membro della redazione di "Estetica".


pag. 576 - Euro 32.00
(ISBN 88-7018-620-2)

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Cantico dei Cantici
Interpretatio ludica
traduzione e commento di Enrica Salvaneschi

"Fai di me un sigillo sul tuo cuore, un sigillo sul tuo braccio: perché l'amore è forte come la morte, dura come l'inferno la passione".

Dopo il cimento del Cantico dei Cantici ("il melangolo" 1982), che qui si ripropone, Enrica Salvaneschi ha ottemperato o ceduto a un'antica vocazione letteraria, da cui sono sorte diverse prove, in prosa e in versi. I suoi due ultimi titoli sono In vano (Marsilio Ed., 2004) e Giardini ospitali. Ambienti e momenti di Émile Zola poeta (Book Ed., 2006).


pag. 184 - Euro 16.00
(ISBN 88-7018-616-4)

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Evelyne Bloch-Dano
La signora Proust

Jeanne Proust, nata Weil nel 1849 da una famiglia ebrea venuta dall’Alsazia, è la madre del grande Marcel. Possessiva, amorevole, onnipresente nell’opera del figlio tanto da viva quanto da morta, l’ha protetto, educato, influenzato al di là della ben nota immagine del bacio notturno al narratore della Recherche. In realtà, Jeanne resta un mistero. Perché questa erede di una colta famiglia borghese ebrea sposa Adrien Proust, figlio di un droghiere cattolico, senza arte né parte? In che modo questa donna, poliglotta, pianista, amante della lettura, incoraggia la vocazione del figlio? Sappiamo che traduceva Ruskin per lui? Come sopporta i trucchi e i capricci di un bambino malaticcio e viziato che dorme di giorno e lavora di notte?
Questa prima biografia de “la mamma del piccolo Marcel” ricostruisce, attraverso le centinaia di lettere che si scambiano due esseri che nulla potrà mai separare, la vita di tutti i giorni di una madre che si trasforma via via in vestale, collaboratrice e governante.
Nel 2004 Madame Proust ha vinto in Francia il Prix Renaudot per la saggistica.


pag. 320 - Euro 22.00
(ISBN 88-7018-609-1)

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Emmanuel Levinas
Alterità e trascendenza

«La prossimità del prossimo – la pace della prossimità – è la responsabilità dell’io per un altro, l’impossibilità di lasciarlo solo di fronte al mistero della morte. Che è, concretamente, la capacità di morire per l’altro. La pace con altri giunge fino a questo punto. È tutta la gravità dell’amore del prossimo, dell’amore senza concupiscenza».


pag. 156 - Euro 16.00
(ISBN 88-7018-613-X)

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Michel Théron
Piccola enciclopedia delle eresie cristiane

Chi erano gli Agonicliti, i Condormienti, o ancora i Metamorfisti, e in cosa credevano? Michel Théron raccoglie in questa piccola enciclopedia quasi duecento eresie, dai primordi dell'era cristiana fino agli ultimi decenni del XX secolo, dalle più esotiche alle più profonde. All'inizio era l'eresia. Non si tratta di una devianza tardiva contrapposta a una fede originaria e unanime: al contrario, la religione cristiana quale noi oggi la conosciamo è emersa da un brulichio di opinioni divergenti, per non dire apertamente contraddittorie. Fondamentali dogmi come la divinità di Cristo o la Trinità non si sono imposti che lentamente, a colpi di editti imperiali e di scomuniche. Gli stessi testi evangelici sono pieni di ambiguità, di crepe nelle quali possono radicarsi le letture più contrarie al catechismo.
Un vasto panorama, tanto curioso quanto ricco, delle mille credenze che hanno potuto reclamare per sé il titolo di cristianesimo.

Michel Théron è autore di numerose opere sulla storia del cristianesimo. Tra i titoli più recenti ricordiamo: Les Deux Visages de Dieu. Une lecture agnostique du Credo (Albin Michel, Paris 2001); La Source intérieure (L'Ecritoire du Publieur, Paris 2005).


pag. 300 - Euro 20.00
(ISBN 88-7018-605-9)

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